| GALLERIA SPAZIA | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Nasce a Middelburg, Transvaal ( Sud Africa) nel 1936. Vive e lavora a Mabhoko, KwaNdebele (Sud Africa). Appartenente al gruppo Ndelebe, dalla madre apprende la tradizionale tecnica di decorazione con cui le donne della tribù dipingevano i muri delle case, come simbolo di rivendicazione del ruolo sociale della donna e di propria autoaffermazione nei confronti dell’aparthied. A partire dagli anni ‘40 le donne Ndelebe iniziarono a tramandare i segreti di questo particolarissimo stile di cui la Malangu è una delle più famose interpreti al mondo. E’ lei infatti, la prima Ndelebe a trasferire i “segni colorati” dai muri delle case alla tela, come ulteriore mezzo di diffusione e visibilità della cultura di appartenenza al mondo, voce di una tradizione che non vuole morire. E le risposte del “mondo” non tardano a farsi sentire. Nel 1989 l’artista partecipa alla grande mostra “Les Magiciens de la Terre” al Centre Pompidou a Parigi, nel ’92 è a Tokyo (“Comme des Garçons”), mentre nel ’96 viene citata insieme a Francina Ndimande ( Ndebele di appartenente ad un sottogruppo “rivale”) nel libro André Magnin e Jacques Sollilou edito da Abrams (new York), “Contemporary Art of Africa”. Nel 1998, poi, è protagonista di una personale al Musèe National des Arts d’Afrique” a Parigi. |
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