GALLERIA SPAZIA
 
 
GOD ALMIGHTY
 
 
Ghana, 1950
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
   
 
 
   

MOSTRA: ANIMA TRIBALE, CORPO METROPOLITANO.
Arte Africana Contemporanea

PRESENTAZIONE IN
ANTEPRIMA ASSOLUTA
NON PIU’
AD ARTEFIERA 2001 MA: il 24 gennaio 2001 ore 16.30
presso la sede della Galleria Spazia
Via dell’Inferno, 5 - 40126 Bologna

DURATA: Dal 24 al 29 Gennaio 2001

ARTISTI RAPPRESENTATI: Sunday Jack Akpan (Nigeria), Almighty God (1950,Ghana), Willie Bester (1956, Sud Africa), Seni Camara (1945,Senegal), John Goba (1944, Sierra Leone), Engdaget Legesse (1971, Etiopia), Georges Lilanga (1934, Tanzania), Esther Mahlangu (1935, Sud Africa), Margaret Majo (Zimbawe), Kiwuthi Mbuno (1947, Kenya), Cheff Mwai (Kenya), Jean-Baptiste Ngnetchopa (Camerun), Richard Onyango (1960, Kenya), Paa Joe (1954, Ghana), Twins Seven Seven (1944, Nigeria), Cyprien Tokoudagba (1954, Benin).

CATALOGO: Grafiche dell’Artiere Editore
180 pagine, 80 riproduzioni a colori e 20 in bianco e nero.
Testi di : Valerio Dehò, Barbara Grimani, Enrico Mascelloni, Sarenco, Aldo Tagliaferri.

ORARIO DI APERTURA: da mercoledì 24 a lunedì 29 gennaio dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.30. Domenica aperto.
Ingresso libero.

 

Da oltre dieci anni alcuni importanti studiosi e critici, come André Magnin, Jean Hubert Martin, Enrico Mascelloni, Achille Bonito Oliva, Jacques Soulillou, hanno dedicato fruttuosi sforzi a quella che può definirsi, nel campo dell’arte, l’equivalente della scoperta dell’America.
Ci riferiamo alla “scoperta dell’Africa” o, per meglio dire, alla scoperta dell’arte africana contemporanea che, nel decadente panorama di fine millennio e agli albori del nuovo, rappresenta forse il fenomeno di maggior rilievo, quello dotato di una rinnovata vitalità.
I segnali in tal senso sono molti: le importanti mostre collettive o personali a Nairobi (1990), Città del Messico e Copenhagen (1991), Londra (1992), Nantes e Johannesburg (1993); Parigi (1995), Stoccarda e Bonn (1995-1996), Tokyo (1997), Ginevra (1998) e, più recentemente, Orvieto (2000), la V Biennale di Lione, dove grandissimo spazio è stato dedicato all’arte africana, o Biennale di Shangai appena conclusasi, la nascita di grandi collezioni (Jean Pigozzi, Matt Fischer, Bernd Kleine-Gunk, Bulgari, lo stesso Saatchi ed ora anche qualche importante collezionista italiano); la crescente attenzione di gallerie private internazionali ed importanti spazi pubblici; l’acquisizione di opere da parte di musei come lo Stedelijk ed il Pompidou o la scommessa del mercato ( una riuscitissima sessione da Sotheby’s, a Londra, nel giugno 1999); i primi studi critici ragionati tra cui vanno citati almeno quelli di André Magnin e Jacques Soulillou (“Contemporary Art of Africa”, New York, 1996, Abrams Editore) e di Enrico Mascelloni e Sarenco (“Dialogo notturno sull’Arte Africana Contemporanea alla luce del Piccolo Carro”, Verona, 1999), nonché il recente intervento di Louise Bourgeois e Sarenco “Seni Camara. Magia Nera”, Il Giornale dell’Arte, Vernissage n. 7, Luglio/Agosto 2000.
Tutto sta a testimoniare il momento magico di questa avventura, sì che non si rischia molto a dire che il terzo millennio sarà africano.

Tra le prime in assoluto, la Galleria Spazia ha puntato la sua attenzione sull’arte contemporanea africana, definendo collaborazioni, qualcuna in esclusiva, con gli artisti più rappresentativi per iniziare una serie di mostre personali e collettive in Italia e all’estero, e confermando altresì il suo tradizionale impegno a selezionare e proporre opere di sempre più alta qualità destinate ad un collezionismo importante ed esigente.


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