GALLERIA SPAZIA
 

ARTISTS

ALESSANDRO ALDROVANDI

Bologna
1968

 
   

 
   

Testo

 
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   

Ai molteplici segnali che il tempo della contemporaneitą invita a seguire Alessandro Aldrovandi risponde con una ricerca personale che si lascia stupire e coinvolgere progressivamente. L’artista getta le fondamenta della propria storia con un uso attentissimo della resa tecnica del lavoro che si arricchisce di spunti e che fa prender corpo ai sogni. Aldrovandi opera nell’idea riformatrice di uno stile preciso ma senza dogmi, nella voglia di dire cose senza urlarle, nell’invito a riflettere costantemente. Alcuni maestri: Rothko, Kelly, Neuman…, individualitą precise e diverse tra di loro, forse accomunati da un’attenzione particolare per lo spazio, il colore e la materia. L’artista descrive sulla tela delle “quasi finestre”, griglie di colore nelle mille variazioni dei grigi e dei neri, due cerchi, due quadrati, quattro quadrati affiancati o iscritti l’uno nell’altro..:soluzioni diverse, possibili varianti nella partitura generale. Tutto il mondo di Aldrovandi č sulla tela. Una specie di City Wall in miniatura. C’č una tensione tra fondo e soggetto, un’energia basata sulla reciprocitą; pigmenti, resine che si impossessano virtualmente della luce circostante e dopo averla catturata la “buttano fuori”:la tessitura, la trama della tela riemerge inesorabilmente. La padronanza dei mezzi č senza dubbio totale. Questo č il primo punto fondamentale. Non c’č azione, non c’č gesto che non sia seguito dall’inizio alla fine: l’eventuale sorpresa si trova nella compiutezza dell’opera.

Tratto dal catalogo: V. Cohen ( a cura di), “Alessandro Aldrovandi”, Edizione Galleria Spazia, 1997 Pubblicato in occasione della omonima mostra presso galleria spazia gennaio – febbraio 1997

 

 

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