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Nasce a Bignona (Senegal) nel 1945. Vive e lavora
nella Bignonia che non ha mai lasciato, Seni Camara, nemmeno dopo che le
sue creazioni sono diventate un “caso internazionale” dell’arte, oggetto
di mostre, documentari e film. E’ intorno agli anni sessanta che
l’artista inizia a produrre le prime sculture in creta, dallo
straordinario aspetto marmoreo dovuto alla cottura a bassa temperatura.
Nessuna tradizione locale avvicina Seni all’arte, se non l’impellente
necessità di dare una forma a quelle visioni ingombranti che popolano il
suo immaginario e che attraverso la creta si materializzano in figure a
due gambe su cui poggiano grovigli di teste, piedi, mani e seni che
sbucano ovunque, in una sorta di giungla corporea a coprire tutta la
superficie dell’opera. Nell’immaginario dell’artista i temi
dell’affettività, della solidarietà, e dell’amicizia hanno un ruolo
centrale, il suo corpo è pronto ad accogliere chiunque, a nutrire
chiunque senza riserve, perché è nell’idea del “grande abbraccio” che
ogni velleitarismo si disperde e l’umanità soddisfa un insaziabile
bisogno d’amore.
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