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Giuliano Guatta
“Spasso Mortale Contemplato”
Catalogo con testo di Valerio Dehò
Inaugurazione: Sabato 8 ottobre 2005, dalle ore 18.00
Giuliano Guatta è nato nel 1967 a San Felice del Benaco (BS) dove vive e
lavora. Tra le sue partecipazioni recenti ricordiamo la sua presenza
alla mostra Seven…everything goes to hell, al Palazzo Pretorio, Certaldo
(Fi), a cura di Maurizio Sciaccaluga (2005), “XIV Quadriennale di Roma”,
Galleria Nazionale d’Arte Moderna (RM), (2004) e “Vernice. Sentieri
della giovane pittura italiana”, Villa Manin, Passariano (UD), a cura di
F. Bonami e S. Cosulich Canarutto (2004). La sua personale
particolarmente significativa è la mostra “Generazioni”, Palazzo Santa
Margherita, Modena, a cura di Walter Guadagnini, con testo in catalogo
di Marco Pierini, direttore del Palazzo delle Papesse Centro per l’arte
contemporanea (2002).
Giuliano Guatta mette insieme nella sua pittura classicità e devianza,
norma e distorsione. I suoi lavori provocano inquietudine perché sono
associazioni di elementi che spostano rapidamente sull’asse del tempo e
dello spazio. L’immagine è percepibile ma resta inafferrabile,
sfuggente. Rinvia sempre a qualcos’altro, diventa una porta che si apre
su infinite e indefinite realtà. Non vi sono automatismi nella sua
pittura ma progressivi piazzamenti rispetto ad una realtà che crediamo
di conoscere. La surrealtà che accade davanti ai nostri occhi, ha i
contenuti di un realismo lucido e spietato. La sua poetica è una lente
per osservare la realtà attraverso le sue deformazioni, cogliendo il suo
lato oscuro. Guatta racconta storie e personaggi al limite del
possibile, storie improbabili che però accadono. Quotidianità e memorie
della storia dell’arte sono portate sullo stesso piano e vengono
raccontate in un film mentale al confine della coscienza.
In mostra saranno esposti 16 olii su tavola anche di grande formato, e
18 pastelli e disegni su carta.
LA MOSTRA ED IL SUO CONTENUTO (Testo di Giuliano Guatta)
Idea di fondo, idea in fondo, idea infondata, idea sfondata, idea
affondata. Affondare le idee.
Figure senza idee, senza soluzioni, senza funzioni, in-vestite dagli
eventi, dalla storia che si fa costume, oggetto, animale…
Provocare l’integrità della superficie bianca.
Provocare la provocazione provocata sull’integrità della superficie
bianca.
Un uomo convive con un grosso rapace sotto il braccio?
Una donna cammina con uno scivolo appeso al busto?
Mettere continuamente in discussione il soggetto rappresentato
attraverso il principio di affermazione-negazione teso verso la sua
rimozione e conseguente sviluppo di una nuova immagine.
Opere autonome, non legate da una narrazione, ma con la costante
applicazione del principio di affermazione-negazione, che, a diversi
livelli, caratterizza il mio lavoro degli ultimi due anni.
Orario della Galleria: 10.00-12.30/15.30-19.30
Chiuso lunedì e festivi
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