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Inaugura il 17 ottobre 2009
una mostra dedicata a Dadamaino.
Si tratta di una sintetica,
esemplare retrospettiva che attraverso una ventina di opere, tra le quali
figurano installazioni come la ricostruzione dei Fatti della vita esposti
alla Biennale di Venezia del 1980 e una versione de Il movimento delle cose
affine a quella esposta alla Biennale del 1990, ne ricostruisce i passaggi
espressivi cruciali, dai Volumi e i Volumi a moduli sfasati con
cui alla fine degli anni ’50 partecipa alle attività di Azimuth con Manzoni e
Castellani, alle opere strutturali e ottiche dei primi anni ’60, dalla
Ricerca del colore a temi dell’ultima maturità come Passo dopo passo
e Sein und Zeit.
Si tratta della prima personale
dedicata alla grande protagonista della neoavanguardia europea da una galleria
bolognese, che intende testimoniarne la straordinaria qualità intellettuale e
operativa in un atto di doveroso omaggio.
La mostra, realizzata in
collaborazione con l’Archivio Dadamaino, è documentata da un catalogo introdotto
da un saggio critico originale di Flaminio Gualdoni.
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